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8 marzo, un flash mob per dire no alla violenza sulle donne

8 MarzoSiete alla ricerca di un modo alternativo per festeggiare l’8 marzo, la Giornata internazionale delle donne? Ve ne proponiamo uno che non ha nulla a che fare con le audaci “serate al femminile” con tanto di spogliarellisti. Ma che può essere un’ottima occasione per riflettere divertendosi e socializzando. Si tratta del flash mob contro la violenza sulle donne.

Dopo il successo italiano del “One Billion Rising”, evento mondiale tenutosi il 14 febbraio scorso in 200 paesi, dal Nord al Sud sono numerose le città che hanno deciso di “fare il bis”.  E di organizzare una nuova ballata in piazza per ribadire il no al femminicidio e a ogni tipo di maltrattamento ai danni delle donne. Il tutto sulle note della canzone “Brake the chain” (=spezzare le catene), scritta appositamente per la manifestazione dalla cantante americana Debbie Allen. La danza si conclude con un dito rivolto al cielo, che è un segnale di unità e forza, una promessa di lotta. Perchè non si dica più che le donne sono il “sesso debole”.

Oggi più che mai non ci può voltare dall’altra parte. In Italia i drammatici dati sulla violenza ci dicono chiaramente quanto si possa rivelare pericoloso e addirittura letale un “amore malato”. Nel 2012 sono state 124 le donne uccise dai partner. Secondo le recenti statistiche dell’Osservatorio del Telefono Rosa, la violenza proviene dal marito (48 per cento), dal convivente (12 per cento) o dall’ex (23 per cento).

Il sangue innocente ha macchiato persino il 14 febbraio scorso, giorno dell’amore e della ribellione. In quella data, infatti, si è arresa alla morte Giuseppina Di Fraia, l’ultima vittima di una vera e propria “strage”. A Napoli il flash mob è stato dedicato proprio a lei.

E il capoluogo partenopeo è stato tra i primi a riproporre l’iniziativa per la giornata dedicata alle donne. Sensibili anche le altre province campane e le isole, come Capri. Ma l’eco è arrivata anche dall’altra parte dello stivale, per esempio ad Albenga e a Mirandola. Nel caso della cittadina emiliana, l’evento sarà anche occasione per ripopolare la piazza, messa in ginocchio dal terremoto dello scorso anno.

Se la nostra idea per un 8 marzo “differente” vi ha convinte, non vi resta che cercare l’appuntamento più vicino a voi. Quindi “armatevi” di un indumento o un accessorio di colore rosso e magari, perchè no, portatevi dietro anche i vostri uomini: la battaglia contro la violenza non ha genere. State certe che sarà una Festa della donna difficile da dimenticare.

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Da anni un'appassionata di sogni, smorfia, e tutto quello che ci aiuta a capire meglio quello che ci succede-

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