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San Valentino: Leggenda o Realtà?

San-ValentinoManca poco, troppo poco, soprattutto per noi donne sempre alla ricerca di un regalo originale, di un oggetto particolare, vorremmo inventarlo, qualcosa che ancora non esiste per compiacere al massimo il nostro compagno. Beata ingenuità!

Personalmente quest’anno regalerò al mio uomo una pergamena incorniciata con la seguente leggenda, anche perché, diciamocelo francamente, i veri romantici di vecchio stampo sono oramai estinti.

Quindi approfittiamo dell’occasione per dare una “dolce” lezioncina ai nostri maschietti.

La leggenda narra che:

Era il principio, Dio aveva già creato il mondo, il cielo, animali e uomo, ma era perplesso, riteneva che mancasse qualcosa, una compagnia per quel povero essere nudo e solo che vagava nel giardino dell’eden.

Si guardò intorno in cerca di materiale per creare la donna ma si accorse che non aveva nulla di adeguato a portata di mano.

Dopo attenta e profonda riflessione decise di affidarsi a ciò c he di più bello offriva la natura.

Attinse dalla luna per creare le forme e le rotondità; dai fiori più delicati prese l’incarnato e la delicatezza; dal cervo acquisì lo sguardo, dolce, tenero e innocente; al sole rubò dei raggi per dare gioia alla femmina; dalla colomba prese la tenerezza e la morbidezza.

Era quasi perfetta, ma il Signore si rese conto che era anche indifesa, doveva fortificarla (conoscendo in anticipo la natura del maschio sapeva che ella avrebbe avuto bisogno di “armi”).

Decise di alitarle il calore del fuoco, la crudeltà della tigre e un pezzettino di diamante per renderla un po’ intransigente.

Raggiunta la perfezione, chiamò il maschio e gliene fece dono, chiedendo un resoconto alla fine della prima settimana di convivenza.

Trascorso il tempo, l’uomo si recò da Dio e disse:

Signore la stupenda creatura di cui mi avete fatto dono mi rende la vita impossibile, vuole mille attenzioni, ciarla continuamente e piange per un nonnulla, vi prego…modificatela.

Il signore seppur dubbioso riprese la femmina e incominciò a pensare come fare per migliorarla.

Passati che furono pochi giorni, il maschio tornò da Dio:

Signore! Mi sento solo e infelice, è vero mi sono lamentato della creatura, ma ella sapeva cantare, raccontare storie e scaldarmi nel buio, vi prego ridatemela…

Dio, ancora più perplesso cedette… e fu l’inizio della fine!

A voi signore, ragazze, donne, lascio il compito di personalizzare con una piccola morale finale.

Nello specifico la mia sarà:

Uomo, mi hai fortemente voluta, corteggiata e circuita, hai fatto le inumane cose per convincermi di essere la mia metà, adesso taci e sopportami per il resto della nostra vita…

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Da anni un'appassionata di sogni, smorfia, e tutto quello che ci aiuta a capire meglio quello che ci succede-

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